La neve su Verona di questi giorni mi ha fatto pensare al bellissimo racconto “Cristallo di Rocca” di Stifter. E’ un esempio illuminante di strumento da impiegare in Biblioterapia, ma di non facile uso perchè le potenzialità del testo non sono palesi e individuarle non è facile. Per questo spesso il Biblioterapista ha bisogno di farsi aiutare da saggi o studi di diverso tipo che lo aiutino a comprendere le possiblità di impiego dei libri scelti. Io ho capito veramente il significato di “Cristallo di Rocca” solo dopo aver studiato l’interessante saggio di Maria Fancelli. Prima la storia risultava piacevole, il testo molto bello e scorrevole, ma estrapolare significati dalla sola lettura era impossibile. Certo questa è un’opera particolarmente ricca di metafore, e per questo risulta esemplare per comprendere come dedicarsi alla Biblioterapia non sia così banale e facile, qualsiasi sia l’approccio a cui ci si ispira, sia esso psicologico o letterario, di Biblioterapia Affettiva o Biblioterapia Cognitiva.

Biblioterapia e assistenti sociali
La trasversalità della biblioterapia come disciplina impone riflessioni diverse per i diversi settori in cui viene applicata. Se in Italia sono rari gli articoli e