Storia della lettura ad alta voce

Storia della lettura ad alta voce

18/02/2011 Libri e dintorni 0

La Biblioterapia non può prescindere dalla lettura ad alta voce. Offrire un testo su cui ragionare significa anche proporlo espressivamente, in modo che sia convincente, vero. La storia della lettura ad alta voce ha tratti particolari. Nella Cuba degli anni Sessanta dell’Ottocento, gli operai del tabacco facevano leggere una persona durante le ore di lavoro. Dopo pochi anni naturalmente i proprietari vedevano in questa attività un comportamente sovversivo. Gli operai iniziavano a capire, a ragionare. Nulla di nuovo sotto il sole… Ciò che veramente è affascinante in questa storia è che privati di questo piacere, gli operai, per la maggior parte analfabeti, portarono avanti questa pratica clandestinamente. Incredibile a dirsi oggi, in questa società spesso sprezzante verso la cultura, ma quegli uomini rischiavano multe e altre pene per poter sentir leggere ad alta voce. Ma c’è di più. Gli operai cubani emigrati nel nord America portarono con sè questa pratica e pagavano di tasca propria un lettore nelle ore di lavoro. Alberto Manguel ci racconta nel suo splendido Una storia della lettura:
Ascoltando quelle letture, gli operai scacciavano la noia dei gesti meccanici eternamente ripetuti con cui arrotolavano le foglie di tabacco, divagando la mente con avventure da seguire, idee da considerare, riflessioni da assimilare. Non sappiamo se nelle lunghe ore di lavoro rimpiangessero che il loro corpo fosse escluso dal rituale della lettura; non sappiamo se le dita di coloro che ascoltavano desiderassero voltare una pagina, seguire una riga; non sappiamo se coloro che non avevano mai imparato a leggere provassero la tentazione di farlo.

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