Uomini e topi

Uomini e topi

26/07/2011 Consigli di lettura 0

Quando mi sposto per alcuni giorni, non posso fare a meno di portare con me almeno quattro o cinque libri. Spesso è un istinto irrazionale, so dall’inizio che non potrò mai leggere tutti quei libri. Eppure sento che se non lo faccio mi mancherà qualcosa. Credo che gli imprevisti della vita vadano affrontati con le armi proprie, e le mie sono i libri. Durante le vacanze ho messo tra i miei compagni di viaggio un libro insolito:
Uomini e topi di John Steinbeck, premio nobel per la letteratura nel 1962. Si tratta di un romanzo breve la cui traduzione italiana più diffusa è quella a cura di Cesare Pavese. Pubblicato nel 1937, denuncia la situazione sociale del periodo della Depressione americana. Pesante da leggere all’inizio, alla fine non si possono trattenere le lacrime. Fatico a collocarlo in un ambito di Biblioterapia. Potrebbe essere utile in gruppi in cui discutere delle ingiustizie del mondo, sociali soprattutto. E’ un libro che indica come la condizione in cui nasci, fisica e sociale, condizionerà tutta la tua esistenza. E alla lettura potrebbe seguire nel gruppo una domanda-guida: quanto ognuno può contrastare il destino che dall’inizio dell’esistenza sembra segnarci?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi