Le ultime parole

Le ultime parole

26/09/2011 Libri e dintorni 0

Questo elenco di affermazioni sul letto di morte è stato inserito in rete dal sito Booksblog.it . Premetto che non sono riportate le fonti, ma non ho motivo di credere che non siano attendibili. Le ho lette con interesse, senza pensare troppo alla tragicità di quel momento. Ho invece guardato alle loro parole come a un testamento involontario. C’è chi si sente perso, chi confonde la morte con il sonno, altri che testimoniano la loro anima poetica. Non dimentichiamo che chi scrive libri desidera che la sua scrittura gli sopravviva. E in alcuni si nota anche nelle loro ultime parole.

  • Edgar Allan Poe (1809-1849): Signore aiuta la mia povera anima 
  • Hans Christian Andersen (1805-1875): Non chiedetemi come sto. Non capisco più nulla
  • Jane Austen (1775-1817): Non voglio altro che morire (in risposta alla sorella Cassandra che le aveva chiesto cosa volesse)
  • James Matthew Barrie (1860-1937): Non riesco a dormire
  • Lyman Frank Baum (1856-1919): Ora posso attraversare il Deserto della Morte (l’autore del Il meraviglioso mago di Oz si riferisce al deserto che circonda Oz)
  • Anton Čekhov (1860-1904): Non bevo champagne da tanto tempo (prima di morire – di tubercolosi – il dottore gli diede una coppa di champagne)
  • Jean Cocteau (1889-1963): Dal giorno della mia nascita la morte ha cominciato il suo percorso verso di me a passi lenti
  • Charles Dickens (1812-1870): A terra (fu colto da uno svenimento causato da un’emorragia cerebrale e chiese di essere lasciato a terra)
  • Johann Wolfgang von Goethe (1749-1842): Più luce
  • Ernest Hemingway (1899-1961): Buonanotte micetto (parlando con sua moglie prima di uccidersi)
  • Thomas Hobbes (1588-1679): Sto per intraprendere il mio ultimo viaggio, un grande salto nel buio
  • Henrik Ibsen (1828-1906): Al contrario (è la risposta all’infermiera che gli aveva appena detto che lo vedeva un po’ meglio in salute)
  • Washington Irving (1783-1859): Devo sprimacciare il mio cuscino ancora una volta. Quando finirà?
  • Alfred Jarry (1873-1907): Sto morendo. Per favore, uno stuzzicadenti.
  • James Joyce (1882-1941): Qualcuno capisce?
  • Arthur Koestler (1905-1983): Con la timida speranza di un’altra vita dopo la morte spersonalizzata, fuori dei limiti dello spazio, del tempo e della materia, al di là dei limiti della nostra comprensione (dal biglietto lasciato prima di uccidersi insieme a sua moglie)
  • Louisa May Alcott (1832-1888): Non è meningite? (pensava di avere la meningite, invece morì per un avvelenamento da mercurio)
  • Fernando Pessoa (1888-1935): Datemi i miei occhiali
  • Sylvia Plath (1932-1963): La donna è la perfezione (incipit della poesia Orlo, scritta appena prima di suicidarsi)
  • George Bernard Shaw (1856-1950): Morire è facile, recitare è difficile
  • Lev Tolstoj (1828-1910): Ma i contadini… come muoiono i contadini?
  • Hunter Stockton Thompson (1937-2005): Relax. Non farà male (è l’ultima frase del suo biglietto d’addio prima di suicidarsi)
  • Mark Twain (1835-1910): Arrivederci. Semmai ci rivedremo (parlando con la figlia Clara)
  • Voltaire (1694-1778): Ora, mio buon amico, non è tempo di farsi nemici (al prete che gli chiedeva di rinunciare a Satana)
  • Herbert George Wells (1866-1946): Andate via. Sto bene

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