Decollo rinviato

Oggi ho ricevuto la notizia che i corsi di Biblioterapia previsti all’Università popolare di Sona non potrò tenerli per insufficienza di iscrizioni. In tempi di crisi come questi comprendo che il comune non possa permettersi di avviare un corso senza un minimo di rientro con le quote d’iscrizione. La cosa mi dispiace, ma mi permette anche una riflessione. Ho spesso grosse difficoltà a far capire in cosa consista la Biblioterapia e non è facile sintetizzarlo in poche righe. L’anno scorso il numero necessario per iniziare i corsi era stato raggiunto la sera stessa della presentazione delle iniziative dell’Univesità popolare. Cosa è cambiato? Credo che vi siano delle puntalizzazioni da fare sempre e che io non ho fatto nell’ultima presentazione. Prima cosa: quando si presenta un corso di Biblioterapia bisogna sempre specificare che non servono particolari competenze letterarie per partecipare, solo saper leggere e scrivere. L’idea che la letteratura è snob e per pochi è diffusa più di quanto si pensi. Va anche sottolineato il fatto che pure chi non è appassionato di lettura potrebbe trovare questa esperienza positiva e magari potrebbe scoprire un modo inaspettato per avvicinarsi al mondo dei libri. Per ultimo, ma non ultimo, va sempre specificato quando la Biblioterapia è usata a scopi psicolanalitici o meno. Il dubbio allontana molti. Purtroppo, o per furtuna, la Biblioterapia è ormai il mio pane quotidiano, e l’abitudine spesso fa trascurare alcune piccolezze che piccolezze non sono. Non è mai troppo tardi per imparare una cosa nuova.

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