Si fa un gran parlare del nuovo Papa in questi giorni. Poniamo attenzione alle sue parole, al suo modo di dirle. Possiamo notarne la spontaneità, la scioltezza. E allora chiediamoci: quanto conta nella comprensione di un testo il modo di leggerlo? E se lo leggiamo da soli quanto può influenzare l’espressività della lettura? Ieri mio figlio ha fatto la Cresima e alla celebrazione ascoltavo le Sacre Scritture, notando i diversi modi di leggerle. Credo che in nessun caso, come con le letture in chiesa, si possa notare quanto insignificanti siano i significati dei testi quanto non si ascoltano da lettori espressivi. Non solo. Noi stessi possiamo modificare la percezione della lettura silenziosa se siamo abituati a leggere a voce alta. Le parole, ve lo garantisco, diventano musica. Nasce un’armonia, quell’armonia che riesce a far uscire dal libro un intero mondo. Ho una certezza: ci sono ancora mondi inesplorati nel mondo della letteratura. E uno di questi e il modo in cui lo si fa.

Una risposta

  1. Sono assolutamente d'accordo, è uno di quei casi in cui, forse, la forma fa più della sostanza. O, comunque, presentando la sostanza ne suscita un giudizio a priori in base al modo in cui la presenta.

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