Ancora un mese senza poter essere libero. Libero di leggere ciò che voglio. Non che ora sia costretto a leggere solo ciò che studio, le mie letture scelte sono indispensabili per creare degli spazi di relax e rendere la mente più recettiva. È che non posso permettermi di spararmi un librazzo di quelli che non finiscono mai, devo per forza ripiegare su racconti o romanzi brevi. Ho una voglia pazzesca di desiderare la fine di un enorme libro intrigante e di smettere di dormire per la voglia di arrivare in fondo, di lasciare che la pentola bruci sul fuoco, perso nell’oblio della narrazione, di arrivare in fondo con il fiato e per l’emozione. E sentire poi un vuoto immenso perché il libro, quel lunghissimo libro, è già finito.

Una risposta

  1. Pensa che dopo aver letto "Un uomo" della Fallaci di notte durante le mie luuuunghe notti di tirocinio mi sono sentita improvvisamente sola, solissima, me lo ricordo ancora.
    Rita

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