
E’ un piccolo gioiello “L’amore graffia il mondo” di Ugo Riccarelli. Niente opulenza, nulla di eccessivo, ma semplicità assoluta in una scrittura davvero preziosa. La trama è di quelle che non hanno nulla di eccezionale: nessun colpo di scena, niente scene d’azione (se si escludono i bombardamenti durante la guerra), assenza totale di trasgressioni. È il racconto che qualsiasi delle nostre nonne potrebbe regalarci, ma molto molto più profondo. Riccarelli analizza l’animo umano che sembra venire a galla tra le parole che ha tracciato sul foglio. E la conclusione accenna alla vita dell’autore e alla sua malattia che ha segnato il suo corpo, ma anche arricchito la sua magnifica penna.

Biblioterapia: quando le parole creano un rifugio sicuro
Il concetto di Safe Space nasce dall’esigenza profonda di proteggere l’individuo da quelle ingerenze esterne che possono risultare dannose o invalidanti. Si tratta di un






