
Con l’anno nuovo sembra imperativo guardare alle nuove pubblicazioni. Fateci caso: nei siti di settore ci sono liste e liste sulle nuove uscite, su scrittori esordienti, sui prossimi premi letterari. E ciò che è vecchio? Va bene che l’Epifania simboleggia l’abbandono dell’anno passato e delle vecchie cose a favore del nuovo, pieno di speranza. Ma il passato no, non va dimenticato. Leggere i classici, ma anche semplicemente libri di vecchia pubblicazione, fa snob, non è trandy, non piace. In realtà spesso i lettori, quelli scafati, sono solo in difficoltà nella scelta. Eppure esiste un patrimonio sopito che può essere riportato a nuova vita solo da loro ed è nascosto. Anni fa, quando la crisi non c’era, le biblioteche potevano comprare libri senza difficoltà. Quegli stessi libri sono ancora là, molti poco più che sconosciuti, altri famosi, ma dimenticati, altri ancora diventati classici con il passare del tempo. I lettori dovrebbero passeggiare più spesso tra gli scaffali delle biblioteche, senza una meta, osservando, sfogliando, leggendo qua è là, alla ricerca di un libro che tutto il mondo ormai ignora, ma che a lui, solo a lui, potrebbero oggi svelare un meraviglioso mondo sconosciuto. Alla faccia dei titoli tanto pubblicizzati.

Libri per la Giornata internazionale degli infermieri 2026
Giovedì 28 maggio terrò un seminario al corso di laurea in Infermieristica destinato a circa 200 studenti del secondo anno. Parlerò loro di biblioterapia, naturalmente,






