Ho iniziato a preparare i programmi autunnali per i corsi di biblioterapia. Uno di questi sarà incentrato sulla Storia, una sorta di viaggio nel tempo nelle diverse epoche da cui trarre spunti di riflessione. I romanzi storici non sono mai mancati nelle mie letture, così come le biografie e gli epistolari. E’ che a ogni nuovo programma sento l’esigenza di trovare nuovi libri, non solo per i corsisti a cui mi rivolgerò, ma, soprattutto, per me stesso, che desidero scoprire sempre nuovi modi di utlizzare la letteratura in biblioterapia. Forse non ci rendiamo mai abbastanza conto che un libro non è mai uguale a un altro. Certo, leggendo uno stesso autore spesso cerchiamo un prodotto letterario che si replichi, che ci doni le sensazioni positive già ricevute dalle letture precedenti. Ma se provassimo noi tutti lettori a rischiare più spesso di avventurarci in opere di autori sconosciuti, potremmo sorprenderci per le tante cose belle che ancora e sempre possono darci i libri.

Biblioterapia: quando le parole creano un rifugio sicuro
Il concetto di Safe Space nasce dall’esigenza profonda di proteggere l’individuo da quelle ingerenze esterne che possono risultare dannose o invalidanti. Si tratta di un







