Ho preso dei giorni di ferie che dopo il matrimonio a cui ho partecipato sabato si scandiscono sempre uguali: scrivania, scrivania e scrivania. Ho uno scritto da consegnare entro la fine del mese, il laboratorio di venerdì da preparare e sempre venerdì, la sera, terrò una lezione ai futuri lettori volontari in ospedale. E come se non bastasse, l’11 ottobre inizierà il corso di Biblioterapia presso l’Università Popolare di Sona e molte cose del programma devono ancora essere sistemate. Inoltre, visto che il tempo è tiranno, devo cominciare a tracciare l’idea che vorrei realizzare per Natale. Vi sembra troppo presto? Vi garantisco di no e sarete d’accordo con me se considerate che sto organizzando le attività del primo semestre del 2018. Ma va bene così, sto facendo una cosa che amo e questo mi ricompensa della fatica. Lavorare con i libri non è facile, ma da tanta soddisfazione. Un testo scelto rimane lettera morta nel programma. Ma quando ci si trova a leggerlo davanti a un pubblico più o meno folto e a parlarne, l’energia giunge improvvisa e la fatica viene dimenticata. Rimane un’unico problema: mi rimane poco tempo per leggere per il piacere di leggere. Ma non ho dubbi che riuscirò a recuperare.

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