La censura inutile: #iostoconfabiola

Esimersi non è possibile. Non di fronte a un atto di censura oltreché a una punizione non meritata. Utilizzo ogni tipo di libro per la Biblioterapia, non posso accettare che politici non titolati decidano quali libri si possono o non si possono leggere. E non posso accettare che professionisti validi vengano puniti anziché premiati, soprattutto in un settore così difficile com’è quello della cultura.

IL FATTO: La questione è nota: la direttrice della biblioteca di Todi (PG), Fabiola Bernardini, è stata assegnata a un nuovo incarico nell’ufficio urbanistica dopo che si era rifiutata di indicare e rimuovere dalla sezione dedicata ai testi per l’infanzia alcuni libri che spiegavano l’omosessualità, l’omogenitorialità e argomenti affini. Nei prossimi giorni il trasferimento sarà reso esecutivo. Nonostante un’interpellanza parlamentare nulla è stato fatto per porre rimedio.

CHI E’ FABIOLA BERNARDINI: Laureata in lettere, specializzata in Archivistica e Biblioteconomia, nel ruolo di direttrice della biblioteca ha conseguito numerosi successi.

RISULTATI CHE HA FATTO CONSEGUIRE ALLA BIBLIOTECA: Fabiola Bernardini è stata riconosciuta come la promotrice del miglioramento delle raccolte e dei servizi della biblioteca di Todi secondo i migliori standard biblioteconomici e come realizzatrice di innumerevoli programmi di promozione del libro e della lettura. La biblioteca ha registrato un’affluenza nell’ultimo anno di oltre 12.000 frequentatori, in una città di scarsi 18.000 abitanti qual è Todi. Grazie al profilo che la biblioteca ha raggiunto, Todi é stata inserita tra le città candidate per il 2018-2019 al titolo di Città che legge dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dal Centro per il libro e la lettura (CePell) e dall’Anci, così da ottenere contributi finanziari. 

ANALISI: Le favole classiche sono in buona parte popolate da personaggi ambigui e da descrizioni truci e sadiche, le famiglie allargate e insolite si trovano sin nelle fiabe più antiche, e dagli anni Ottanta la televisione è popolata di cartoni animati che fanno riferimenti sessuali più o meno espliciti. Ma allora di cosa stiamo parlando? Semplice: le stesse persone che hanno condannato il tentativo degli immigrati di difendere i propri figli dalle influenze della cultura occidentale ora vogliono utilizzare lo stesso metodo, ovvero evitare ai figli ogni possibile conoscenza del  mondo che li circonda (obiettivo impossibile da raggiungere) anziché ragionare con loro sulla realtà. Viene un dubbio: davvero credono che questi libri siano immorali e inadatti ai bambini? Seriamente si preoccupano che tali testi possano indirizzare i gusti sessuali di un futuro adulto? Ma li hanno letti? Lo sanno che spiegare a tutti i bambini la normalità delle famiglie omogenitoriali permetterà che i figli di queste famiglie non siano discriminati o additati? E sono consapevoli che questi potrebbero essere in futuro eterosessuali condannati e additati perché cresciuti amorevolmente da due uomini o due donne? 

Purtroppo anche questo episodio diventerà uno dei tanti casi risolti all’italiana: il silenzio e il tempo faranno dimenticare la gravità di questa forma di censura e la consapevole negazione della meritocrazia.

 

#iostoconfabiola è anche una pagina facebook che raccoglie chi aderisce alla protesta. Il 20 ottobre è stato organizzato un flashmob contro il trasferimento della dott.ssa Bernardini. Speriamo ci saranno altre iniziative.

2 pensieri su “La censura inutile: #iostoconfabiola

  1. Mario Claudio Scollo

    Perchè dobbiamo sopportare l’ignoranza e l’arroganza di chi crede di amministrare e invece nella propria grettezza e pochezza impedisce a chi ha fatto della propria professione un’arte. Fabiola deve restare al suo posto, nessuno può credere di annullare le sue capacità, le conoscenze e le competenze trasferendola in un ufficio che non gli compete. Vergogna, amministrate significa volere il benessere e i benefici della collettività comunale. Questi amministratori NON LO SANNO FARE.

    1. Marco Dalla Valle Autore dell'articolo

      Sono più che d’accordo, per questo qualsiasi cosa accada, bisogna continuare a parlarne, così da tenere alta la guardia verso le censure striscianti.

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