Giornata Mondiale contro l’AIDS 2018: educare ed educarsi

Ieri ho postato la recensione del libro Se hai sofferto puoi capire, storia di un ragazzo nato con il virus dell’Hiv con cui deve convivere. E’ stato il mio primo contributo a questa giornata, ma è un contributo monco. C’è un argomento che dovrebbe essere continuamente battuto e invece non lo è: l’uso del preservativo. Confondiamo l’esuberanza sessuale diffusa ed esibita con la consapevolezza di ciò che comporta avere rapporti non protetti. Oggi sono gli under 30 che continuano a infettarsi, soprattutto i maschi, per via eterosessuale, perché non usano il preservativo  (qui i dati). E’ brutto dire preservativo? Potrebbe andare meglio profilattico? Direi che ci possono essere un’infinita di nomi, in italiano e pure in dialetto, da utilizzare. Eppure continuiamo a non parlarne, a non mettere i distributori nelle scuole e a evitare qualsiasi forma di campagna informativa. La notizia che in Toscana distribuiranno preservativi gratis e svolgeranno una fitta campagna educativa (qui i particolari) è finita sulle prime pagine dei giornali perché evento eccezionale quando dovrebbe essere la norma.
Attenzione: il preservativo non protegge solo dall’Hiv, ma da tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, previene le gravidanze indesiderate e quindi il ricorso all’aborto. Andiamo ancora più a fondo. Continuano a esserci infezioni da Hiv tra i minorenni, così come il ricorso all’aborto terapeutico. Solo questo basterebbe a ripensare l’educazione sessuale nelle scuole. Perché per minorenni intendiamo una fascia di età tra i 14 e i 17 anni, quindi  a scuola non dovrebbe esserci il problema di implorare i genitori affinché permettano di parlare con termini espliciti di sessualità etero e gay nelle scuole medie e solo in un singola occasione dedicata. Sarebbe, invece, necessario avere programmi ministeriali che la rendano materia obbligatoria per tutti, con locandine e brochures informative ovunque. In attesa che ciò accada, cominciamo noi genitori. Qui il mio caro vecchio fumetto di Lupo Alberto, forse datato, ma maneggevole per i miei coetanei alle prese con figli preadolescenti. Guardatelo con loro e parlatene. Anche questa è biblioterapia che potete utilizzare ogni giorno. E ricordate: la prima e più importante prevenzione parte da casa vostra. 

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