Il racconto dell’ancella (8/9)

Ho deciso di leggere questo libro dopo aver capito che il particolare abbigliamento indossato dalle rappresentanti del gruppo Non una di meno durante la protesta nel comune di Verona contro i tentativi di limitazione e abrogazione della legge sull’aborto. La veste rossa e il particolare copricapo bianco sono state tratte da questo romanzo distopico di Margaret Atwood pubblicato nel 1985, ma certamente molto attuale.

TRAMA: in un futuro prossimo, negli Stati Uniti si instaura un regime totalitario di matrice pseudo-religiosa in cui la donna ha una funzione esclusivamente procreativa, l’aborto è un reato e chi lo pratica ho lo ha praticato è condannato alla pena capitale. Il romanzo è scritto in prima persona da questa donna che appartiene alla categoria delle Ancelle, donne che hanno già avuto figli e che vengono utilizzate per essere fecondate da uomini che terranno per sé e per la propria Moglie (altra classe a cui appartengono donne abbienti) sterile il figlio che verrà generato.

COMMENTI: l’inizio di questo libro non è semplice perché la voce narrante non descrive chiaramente chi è e in quale situazione si trova. La storia si dipana proseguendo la lettura solo dopo un terzo delle pagine e diventa quindi davvero interessante. Non ci sono grandi colpi di scena, ma il lettore viene pervaso da una sottilissima tensione continua. Il libro aiuta a riflettere sui pericoli dei totalitarismi e, seguendo il pensiero della protagonista, le descrizioni diventano verosimili e il potenziale pericolo cui anche noi potremmo andare incontro si fa più reale. I confronti che vengono fatti con dinamiche avvenute realmente nei regimi totalitari del passato rendono il libro un ottimo strumento di riflessione.

L’AUTRICE: nata a Ottawa (Canada) il 18 novembre 1938, Margaret Atwood è scrittrice, critica letteraria, femminista e ambientalista attiva. Lettrice accanita fin dalla più tenera età, ha iniziato a pubblicare nei primi anni Sessanta. Ha insegnato in numerose università e il suo interesse per le questioni femministe e la liberazione dai ruoli sessuali è iniziato prima che diventassero argomento diffuso. Oggi vive a Toronto (Canada)

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