Moro e Impastato: le due morti del 9 maggio

Il 9 maggio è una data particolare. La maggior parte delle persone la ricorda perché nel 1978 fu ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro. Sto leggendo Il puzzle Moro di Giovanni Fasanella e l’argomento, lungi dall’essere di semplice comprensione, mi risulta alquanto affascinante.
Nello stesso giorno il ritrovamento del cadavere dello statista italiano oscurò un altro tragico evento: l’uccisione di Peppino Impastato. Di questo giovane giornalista la maggior parte delle persone sa davvero poco. Eppure fu un esempio di giornalismo e attivismo che tutt’oggi ha pochi eguali. Venne ucciso dalla mafia e alla sua morte seguì la prima manifestazione nazionale contro i mafiosi che lo temeva perché la sua penna sapeva dove puntare. E’ su di lui che adesso vorrei leggere. Morire a trent’anni e aver fatto così tante cose: com’è possibile? La sua storia mi ricorda quella di un altro grande giovane: Piero Gobetti. Morto dopo le percosse ricevute dai fascisti, nei suoi pochi anni di vita con i suoi scritti riuscì addirittura a infastidire Mussolini. E’ il potere della penna. E’ il potere della scrittura.
Questi sono giovani eroi di qui bisognerebbe parlare di più. Perché sono esempi importanti per ricordare ai ragazzi di oggi che sono loro che possono cambiare il mondo.

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