C’è stata censura al Salone del Libro di Torino?

Oggi si chiude il Salone del Libro di Torino 2019: si chiuderà anche la polemica sul libro di Matteo Salvini e sulla casa editrice Altaforte esclusa dalla kermesse letteraria?
Sono molto combattuto sulla questione. M’infastidisce che si affermi sia stata praticata una censura perché se fosse vero sarebbe grave. Ho cercato di documentarmi per capire.
Intanto, il libro di Matteo Salvini non è stato né bruciato (la parola “rogo” ricorre tantissimo in questi giorni) né censurato. Tra l’altro esiste già una sua autobiografia del 2016 edita da Rizzoli e tutt’ora è in vendita. Ho provato a capire in che modo la casa editrice potesse essere responsabile della sua stessa esclusione. Vediamolo. Il suo indirizzo di estrema destra delle pubblicazioni esiste ed è chiaramente espresso. Inquietante, ma fino a un certo punto. Ciò che mi ha più turbato è il curriculum del suo proprietario, Francesco Polacchi: condannato a un anno per aggressioni a Piazza Navona durante una manifestazione studentesca; ha accoltellato un giovane a Porto Rotondo e ferito altri due; ha partecipato a un’aggressione con cinghie e bastoni tra gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. E’ un rappresentante di Casapound e Casapound è un movimento neofascista. Pende su di lui l’accusa di apologia del fascismo dopo la denuncia del sindaco di Torino e del governatore del Piemonte. La giustizia farà il suo corso, ma tutto questo non è tranquillizzante.
Mi chiedo: perché un movimento neofascista si lamenta del pensiero unico che chiama a volte “comunista” e altre volte “mafia antifascista” quando le imposizioni anche fisiche vengono da loro? Nella mia Verona è già capitato che Casapound entrasse in università per impedire che qualcuno a loro non gradito parlasse. Proprio questo pomeriggio vedremo se Forza Nuova riuscirà a impedire, come promesso, lintervento di Mimmo Lucano alla Sapienza di Roma. Usando la forza? Dovrebbero essere gli uditori a decidere di non essere presenti per boicottare l’incontro, se lo ritenessero offensivo, e non una minoranza che pretende di decidere per tutti. Dobbiamo prendere atto che la spinta all’esclusione della casa editrice Altaforte non è correlata alla censura (che non c’è stata) del libro, ma dalla spinta degli autori noti a tutti che hanno scelto di non partecipare a un evento in cui fossero presenti dei neofascisti, incluso il Museo-memoriale di Auschwitz-Birkenau : come dargli torto?
Nel pensiero di Ghandi e di Martin Luther King la disobbedienza civile, o qualsiasi forma di protesta non violenta, sono strumenti che hanno il loro valore e la loro efficacia. Chi rifiuta l’uso di spranghe o coltelli ha questi strumenti. E’ questo ciò che è avvenuto. Altrettanto legittima la scelta di scrittori Michela Murgia che sarebbero stati presenti in ogni caso per affrontare a suon di parole e a pieno titolo grazie al suo Istruzioni per diventare fascisti.
Quando parliamo di censura, invito a ricercare su internet i vari casi in cui forze politiche di destra, inclusa Casapound, hanno imposto di togliere dalle biblioteche libri non graditi, quelli sull’omogenitorialità ad esempio. Questa è censura. Il libro di Salvini sarà probabilmente in molte biblioteche e la pubblicità indiretta ne farà lievitare le vendite. Quindi: dov’è la censura?

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