Perché l’insegnante punita non ha sbagliato

Che strana idea hanno molti della scuola: la considerano un luogo dove apprendere solo nozioni da memorizzare e trasferire nella vita lavorativa. Sembra che il concetto di scuola come luogo dove si formano le coscienze, si forgiano le idee e si sviluppa la capacità di utilizzare il libero arbitrio sia sbagliato. Inutile dire che queste sono riflessioni che vengono dall’aver appreso come un’insegnante, la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, sia stata punita per aver permesso a un gruppo di suoi alunni di paragonare il decreto-sicurezza alle leggi razziali. E non capisco: perché a fronte di un’idea che degli studenti portano, l’insegnante dovrebbe non discuterne con loro o, addirittura, punirli per questo? L’idea del ministro dell’Interno per cui a scuola non si dovrebbe parlare di politica mi ha lasciato perplesso. I miei figli, che hanno da poco terminato il ciclo di studi delle scuole superiori, lamentano esattamente il problema opposto: di politica a scuola non si parla. Dopo quello che è successo, capisco perché i professori mantengano un simile atteggiamento. Ma la politica, l’occuparsi della polis, delle dinamiche che la compongono, non dovrebbe essere un insegnamento indispensabile per ogni futuro cittadino? Diciamolo chiaramente: i politici di destra considerano la scuola invasa da insegnanti di sinistra, e sono convinti che questi tentino di modificare il pensiero degli studenti a favore della propria parte politica. Eppure era al tempo del fascismo che gli insegnanti dovevano prestare giuramento di fedeltà. Oggi si vince un concorso pubblico e può partecipare chiunque, qualsiasi sia la sua idea politica. La differenza è sostanziale. E il dovere di ognuno di questi insegnanti è di fornire non solo nozioni, ma strumenti per esercitare un pensiero libero e critico. Ci sono libri, scritti da autori di destra e di sinistra ,che possono essere letti. Gli insegnanti devono indicare quale sia il modo per verificare le fonti e capire la veridicità dei fatti raccontati e come accostare i propri valori con quelli presentati dalle diverse parti. Non è accaduto più o meno questo?
Ringrazio la professoressa Rosa Maria Dell’Aria: se ha permesso ai suoi studenti di esprimere un pensiero e ne ha discusso con loro, ha fatto il suo dovere.

Qui potete visionare un articolo che contiene le slide presentate dagli studenti. Andiamo alle fonti prima di giudicare.

Un pensiero su “Perché l’insegnante punita non ha sbagliato

  1. Emanuela Alberti

    Sono assolutamente in accordo,la scuola ha il dovere di insegnare ai ragazzi la capacità critica,ed essa si impara informandosi,verificando le fonti, mettendole in relazione con il proprio pensiero,il proprio vissuto,le conoscenze acquisite,i propri valori…ed infine elaborando ed esprimendo le proprie riflessioni,confrontandosi.

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