Strage nel Mediterraneo: perché?

Strage nel Mediterraneo: perché?

03/10/2019 Uncategorized 2

 

 

Sono passati alcuni anni dalla strage nel Mediterraneo, sei per l’esattezza, e oggi lo ricordiamo. Eppure nel Mediterraneo si continua a morire: perché? Non è mio compito compiere un’analisi simile. M’infastidisce quando si pretende una posizione da parte dei cittadini mentre in sei lunghi anni nessuno è riuscito a mettervi un rimedio. Rimane la consapevolezza che a morire sono delle persone. Persone! Per questo il libro di Cristina Cattaneo è in attesa di essere da me letto: non posso indicare una soluzione a questo problema, ma posso cercare di onorare la memoria dei morti provando a comprendere il loro vissuto. Naufraghi senza volto è un libro scritto dal medico legale che ha analizzato i cadaveri di tante di queste persone fuggite via. Perché dovrei leggerlo e dovreste leggerlo? E’ davvero troppo poco accontentarsi di quello che leggiamo sui social, da qualsiasi parte vengano i post. Sapete perché vale la pena conoscere attraverso i libri? Perché sono statici, c’è nome e cognome di chi scrive (e quindi non può fuggire dalle sue responsabilità), i fatti sono verificabili attraverso la bibliografia o una ricerca, e perché c’è così poco interesse a smentire quello che vi è scritto, dato il numero esiguo di persone che li leggeranno, che probabilmente è tutto vero. In questo caso e in altri casi.
Ricordiamolo sempre: quando accade anche qualcosa di brutto, se non possiamo fare altro possiamo leggere e capire. E non è poco!

2 risposte

  1. Christine ha detto:

    Questo è un argomento che mi tocca moltissimo e colgo al volo la tua proposta di lettura. “Leggere e capire” dici. Si, dovrebbe essere così. Ma di questi tempi si leggono sopratutto messaggi cortissimi su un Social qualunque e si tenta raramente di capire. Si giudica, si emettono sentenze contro un intero popolo, un’intera razza senza pensare, come lo scrivi, che parliamo di essere umani, che ognuno di loro ha una storia. E questa storia non sta certamente in 280 caratteri. Questa dottoressa arriva alla fine della storia di ognuno ma ha ancora più merito a voler ridare dignità a queste persone anche se la loro vita si è spenta. Grazie per questo tuo articolo.

    • Marco Dalla Valle ha detto:

      Sono pienamente d’accordo con te. E proprio per questo credo che promuovere la lettura come strumento di piacere e di conoscenza sia indispensabile. Di piacere perché la fatica di leggere molto più di 280 caratteri verrà così ricompensata. Di conoscenza perché quando si scopre che i libri possono non solo darti risposte, ma anche gli strumenti per capire si può pensare di cambiare qualcosa. Forse solo noi stessi. Ma già questo basterebbe.

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