La Biblioterapia come strumento nella scuola: una ricerca qualitativa

La Biblioterapia come strumento nella scuola: una ricerca qualitativa

13/02/2020 articoli e trattati Biblioterapia studi sulla biblioterapia 0

 

 

Nel 2015 è stato condotto in una scuola elementare della Costa Rica uno studio intitolato La biblioterapia como herramienta de ayuda aplicada en la biblioteca escolar: estudios de caso (qui il testo completo della ricerca) di tipo qualitativo su sei bambini con difficoltà comportamentali (dall’iperattività al bullismo) di età compresa tra i sette e i nove anni sottoposti a un percorso di Biblioterapia gestita congiuntamente da ricercatori che hanno lavorato con gli insegnanti, gli educatori di supporto emotivo (che gestiscono un servizio destinato ai bambini con problemi di iperattività, difficoltà a gestire le emozioni e a relazionarsi con i compagni) e il bibliotecario della biblioteca scolastica. Per due mesi questi bambini hanno partecipato a 19 interventi di gruppo di Biblioterapia, con una durata di un’ora per ogli intervento, per un periodo di due mesi tra settembre e novembre.
Oltre agli interventi biblioterapeutici applicati ai bambini, è stato effettuato un intervento con le madri che si sono presentate al fine di elaborare un consenso informato scritto, in cui venivano informate degli obiettivi e veniva chiesto loro una collaborazione, soprattutto riguardo l’osservazione dei comportamenti da riportare poi ai ricercatori per verificare l’efficacia degli interventi.

 

OBIETTIVI
Gli obiettivi da far raggiungere ai bambini erano:
– capacità di comunicazione assertive;
– gestione della rabbia;
– capacità di lavoro di squadra;
– risoluzione dei conflitti;
– adesione a una cultura della pace.

 

METODO
Per raggiungere questi obiettivi, in ogni intervento sono state condotte diverse attività di animazione della lettura, usando tecniche come il gioco , le opere manuali, la riproduzione di storie in video e in audio, la narrazione orale, le drammatizzazioni con marionette, disegni, collage, ecc., che hanno permesso a ciascuno dei bambini di esprimere liberamente la propria creatività e mettere in relazione i propri problemi personali con le letture scelte per ciascun intervento (sviluppando il processo di identificazione). Gli interventi di gruppo sono stati progettati secondo la modalità dei seminari, poiché in questi I bambini potevano sentirsi liberi di esprimere i loro sentimenti e punti di vista.

 

RISULTATI
I risultati della ricerca sono stati incoraggianti. Gli insegnanti hanno evidenziato cambiamenti nel comportamento dei bambini dopo gli interventi: un atteggiamento molto positivo, grandi cambiamenti nella loro autostima, maggiore motivazione, come maggiore tranquillità e diminuzione dei loro atteggiamenti violenti, e persino uno di loro ha acquisito un maggior senso di responsabilità all’interno del gruppo di classe.

Nel gruppo di studio uno dei bambini ha rinunciato a proseguire perché poco motivato alla lettura, dando alla noia la colpa della sua rinuncia. La madre del ragazzo ha però riferito che sebbene suo figlio avesse riferito che era annoiato dai seminari, nelle poche sessioni a cui ha partecipato, a casa puntualmente raccontava ciò che era accaduto. Inoltre, in alcune occasioni ha ricordato i personaggi e gli atteggiamenti dei protagonisti delle storie ascoltate.

Un altro bambino, al contrario, ha raggiunto risultati che sono andati oltre le aspettative, riuscendo a superare le sue difficoltà di comportamento e raggiungendo risultati inattesi nel rendimento scolastico.

In tutti i bambini che hanno concluso il percorso sono stati notati cambiamenti positivi sia da parte degli insegnanti sia da parte delle madri.

 

CONCLUSIONI
Di fronte ai risultati della ricerca sono state tratte alcune conclusioni condivisibili:
– per rendere stabile un cambiamento due mesi di attività di Biblioterapia sono insufficienti, servirebbe almeno un anno scolastico di attività;
– l’utilizzo di attività complementari alla lettura sono indispensabili per mantenere i bambini concentrati sul testo, non solo per il tempo limitato di concentrazione, ma anche    perché la noia rende inefficace l’attività. Inoltre, le attività complementari possono rafforzare il messaggio delle letture;
– il lavoro in team è risultato vincente. Soprattutto, è stato possibile notare come il ruolo del bibliotecario possa superare quello stereotipato relegato al prestito e sia,       invece, in grado di tenere sessioni di Biblioterapia dopo una formazione adeguata (che non esiste in Costa Rica) e una pianificazione delle attività con gli insegnanti e gli   educatori di supporto emotivo;
– la biblioteca scolastica può essere il luogo d’incontro degli studenti, dove trovare materiali adeguati e un’attività quali la Biblioterapia, in cui favorire una cultura della pace    e della buona convivenza.

 

 

 

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