Biblioterapia per ridurre lo stress e l’ansia e aumentare la resilienza e la conspevolezza: uno studio

Biblioterapia per ridurre lo stress e l’ansia e aumentare la resilienza e la conspevolezza: uno studio

20/02/2020 articoli e trattati Biblioterapia strumenti di Biblioterapia studi sulla biblioterapia 0

 

 

Un interessante articolo del 2014 dal titolo Bibliotherapy to decrease stress and anxiety and increase resilience and mindfulness: a pilot trial (qui l’estratto)ci mostra un aspetto interessante della Biblioterapia ovvero l’utilizzo di materiali scritti da utilizzare in autonomia (Reading Bibliotherapy).
Lo studio ha visto coinvolti 37 soggetti a cui sono stati consegnati dei materiali che potremmo definire di auto-aiuto, provenienti dal programma denominato SMART (Stress Management and Resiliency Training) da utilizzare per 12 settimane. Dopo la fine del periodo, i partecipanti allo studio sono stati sottoposti a una serie di scale per misurare lo stato d’ansia, di consapevolezza, di resilienza e di qualità di vita. Lo studio ha portato risultati incoraggianti in quanto hanno dimostrato il miglioramento di tutti i parametri. La ricerca ha confermato i risultati degli studi sulla stessa materia già svolti.
Nonostante i limiti dello studio (pochi soggetti coinvolti, possibile effetto placebo, il tempo limitato dello studio, le diverse motivazioni a essere arruolati nella ricerca), tale conferma scientifica assume un significato pratico molto importante. Infatti, l’utilizzo della cosiddetta Reading Bibliotherapy, ovvero la lettura autonoma di materiali selezionati, può diventare uno strumento di facile utilizzo e a basso costo, da offrire a una vasta gamma di persone. Lo studio ha preso in considerazione soggetti con patologie fisiche che hanno creato stress e ansia, ma tale condizione appartiene a molte altre persone. L’articolo cita la possibilità di far arrivare questo strumento, ad esempio, a professionisti che stanno andando in burnout (stress patologico da lavoro). Spesso sono persone che non desiderano partecipare a gruppi di sostegno o affidarsi a uno specialista (temono sia un segno di debolezza che qualcuno potrebbe scoprire) e la possibilità di trovare un aiuto senza doversi esporre può essere un incentivo.
Personalmente credo che ci sia un vastissimo spazio di applicazione negli ospedali e nei centri riabilitativi che ancora non è stato considerato. Nonostante i bassi costi, manca nei centri di cura un team che studia e promuove tali materiali, così da rendere sistematico il sostegno attraverso la Reading Bibliotherapy soprattutto laddove viene a mancare l’appoggio di un professionista, spesso indispensabile, ma non contemplato nell’organico o contemplato in un numero insufficiente di specialisti a disposizione.

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