La biblioterapia ha un forte legame con la Medicina narrativa. Potremmo dire che la biblioterapia è una branca della Medicina narrativa, metodo applicabile in tanti contesti, che utilizza un’infinità di strumenti e quindi anche la letteratura, di conseguenza anche la biblioterapia

NICOLETTA SUTER ALL’UNIVERSITA’ DI VERONA

Al Corso di biblioterapia ha parlato di Medicina narrativa Nicoletta Suter, direttrice dell’ufficio formazione dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale. Con lo stesso ruolo è stata per 27 anni al Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano (Pordenone). Ha studiato Gestalt counselling, pratiche narrative alla Bicocca di Milano, scrittura autobiografica alla Libera università di scrittura biografica di Anghiari e ha seguito percorsi formativi specialistici alla Columbia University lavorando direttamente con Rita Charon, fondatrice della Medicina narrativa.

ELEMENTI DI MEDICINA NARRATIVA

È qualcosa di speciale la Medicina narrativa che io stesso ho praticato, insieme alla biblioterapia, quando lavoravo in ospedale. Rita Charon è un medico e ha postulato questo metodo dopo un dottorato in letteratura: ecco l’inevitabile richiamo alla biblioterapia. Infatti, una delle attività che ha introdotto in alcuni corsi di medicina per formare i medici alle competenze umane e comunicative attraverso la letteratura è stata i laboratori letterari. Non vengono scelti testi che parlano di malattia, ma di letteratura pura: romanzi, racconti e poesie. Le trame possono essere le più varie, ma il percorso narrativo si trasforma in percorso formativo e questa, devo dirlo, è l’anima della biblioterapia

GLI STRUMENTI DELLA MEDICINA NARRATIVA

Ma che dire dell’utilizzo della pittura, della scultura, della fotografia? Sono ulteriori strumenti che possono diventare dei media verso l’altro per aiutarlo ad esprimersi: è spettacolare! Come la biblioterapia si serve di tutti i materiali immaginabili, così la Medicina narrativa può trovare i propri mezzi ovunque. 

LA MEDICINA NARRATIVA COME METODO COMUNICATIVO

Nicoletta Suter ha spiegato, anche lavorando attivamente con gli studenti, tutto l’aspetto della Medicina narrativa che può in qualche modo essere inserito nella pratica biblioterapeutica. Ma non va dimenticato che il metodo è nato come strumento comunicativo tra curante e curato, soprattutto in ambiente sanitario. Il bisogno di narrarsi è una necessità assoluta, che viene davvero poco considerato. Secondo Nicoletta Suter se guardiamo alla piramide dei bisogni di Malow, anche il bisogno di narrarsi dovrebbe essere considerato basilare e irrinunciabile. Credo che sia profondamente vero perché tutti noi siamo racconti, siamo libri. Non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo continuamente bisogno di essere letti e di leggere gli altri: libri viventi che vanno curati.

 

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2 risposte

  1. Quando nasciamo siamo come un quaderno dalle pagine bianche che negli anni la vita ci spinge a riempire. Tutto è narrazione. Attraverso essa esprimiamo i nostri bisogni, i sentimenti, le paure, le gioie, le sofferenze, le aspettative. Diamo voce ai nostri pensieri e voliamo sulle ali della speranza.
    Nella cura la narrazione è il ponte indispensabile ed innovativo tra il medico ed il paziente…un reciproco parlare ed ascoltarsi con l’obiettivo più nobile che si possa mai desiderare: acquisire la consapevolezza del proprio stato e sentirsi fiducioso ben assistito e curato in una sanità più umana ed attenta.

    1. Grazie per il tuo commento a cui aggiungo che ogni figura sanitaria, medica e non medica, può avvalersi di questo incredibile strumento. È per questo che è necessario diffonderla a tutto il mondo sanitario, ancora troppo impermeabile a questi fantastici strumenti.

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