Progetto senza titolo (32)

Sorellanza e biblioterapia

Lunedì è iniziato il corso di biblioterapia intitolato “Letteratura della sorellanza”. Si tratta di un ciclo di 10 incontri organizzati dall’Università Popolare di Sona (VR) dove svolgo le mie attività ormai da 12 anni con grande soddisfazione. 

Il perché della biblioterapia della sorellanza

La biblioterapia mira a osservare e comprendere situazioni della vita da punti di vista inediti e innovativi, con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni. Il suggerimento di affrontare l’argomento della sorellanza è venuta lo scorso anno da una corsista affezionata (grazie Nadia!) che l’ha proposto con slancio. Come potevo rifiutare? Già da questo primo incontro ho chiaramente sentito quanto sia importante il rapporto tra sorelle e quanto sia complicato. I libri in questo laboratorio ci offrono la possibilità di comprendere dinamiche evidenti, ma soprattutto quelle nascoste, mai confessate, talvolta neppure a noi stessi.

I segreti di famiglia

Che lo si ammetta o meno, in ogni famiglia ci sono una grande quantità di cose non dette, omesse o tenute nascoste. Per parlare di questo abbiamo utilizzato un libro del 1998 intitolato “Lo diciamo a Liddy?” dell’autrice inglese Anne Fine. Anche se il nome non vi dice nulla, indirettamente la conoscete perché ha scritto il libro da cui è stato tratto il film Mrs Doubtfire. Inizialmente la trama sembra banale: quattro sorelle adulte apparentemente unite vivono volontariamente vicine per non perdersi di vista. Ma appare all’orizzonte un segreto che va rivelato a una di loro, ma questo potrebbe avere gravi conseguenze. 

Riflessioni biblioterapeutiche

Durante il laboratorio abbiamo utilizzato alcuni brani che hanno messo in evidenza come tra sorelle ci siano ruoli determinati. Non c’è dubbio che la primogenita paghi uno scotto non indifferente. Dall’altra parte, ci sono responsabilità dei genitori sulle future sorelle adulte che possono pesare e lasciare tracce talvolta difficili da cancellare. Cosa dire poi dei pranzi di famiglia spesso solo di facciata in cui si rimane su un dialogo superficiale perché rivelare quello che si pensa significherebbe generare una serie di conflitti? Quanto è importante, però, litigare per ristabilire successivamente una relazione sincera? E ne vale sempre la pena?
Queste sono solo alcune domande che hanno generato la discussione nel gruppo. Altri nove incontri ci aspettano e non ho dubbi che alla fine insieme avremo perlustrato molti libri e imparato davvero tanto.

Iscriviti alla newsletter

puoi disiscriverti quando vuoi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi