11Gottleib-videoSixteenByNineJumbo1600

La biblioterapia fai da te

Non ci sono dubbi che i primi a comprendere l’esistenza della biblioterapia sono stati i lettori stessi. Quando insegno Storia della biblioterapia, illustro tappe e nomi che vanno dall’antichità a oggi. In realtà, da sempre sono stati i lettori a capire che la lettura era una risorsa che andava oltre il contenuto del libro. 
Come si può utilizzare questa capacità intuitiva per ottenere i massimi benefici possibili dalle nostre letture in modo assolutamente autonomo?

Facilitatore o non facilitatore

La biblioterapia gestita da un facilitatore si basa sul potenziare quello che già i libri possono fare sul lettore autonomo. Con il facilitatore si possono intraprendere percorsi articolati e raggiungere risultati articolati, ma tutto basato su un’attività maieutica: ogni lettore ha dentro di sé possibilità sconosciute da far uscire. Ma prima di arrivare a scegliere un percorso con un conduttore, è possibile provare a esplorare il proprio essere lettori per crescere autonomamente.

Biblioterapia affettiva e cognitiva

In biblioterapia si distinguono biblioterapia affettiva e cognitiva. La prima utilizza i libri di fiction, la seconda i manuali educativi e i libri di auto-aiuto. Questi ultimi sono il tipo di testo che la ricerca riesce meglio a studiare, fanno capo alla psicologia cognitiva e più facilmente sono efficaci su qualsiasi tipo di persona. Leggere romanzi o qualsiasi tipo di libro di fiction è meno valutabile, o, quantomeno, è più difficile. Ma sono questi i libri che ognuno può cercare di rendere efficaci per se stessi. Come? Sperimentando.

La comfort zone del lettore

Nei lettori esiste un problema difficile da estirpare che riguarda la comofort zone. Le sensazioni piacevoli che la lettura riesce a generare viene cercata in altri libri, con il risultato che si tende a cercare testi dello stesso autore o con una struttura simile. Nulla di  male, ognuno legge quello che vuole. Se devo essere dipendente, meglio da un certo tipo di letteratura che da altro. Però la cosa non è così semplice. Oggi l’editoria ha ben compreso questo tipo di meccanismo e cerca di sfruttarla a proprio vantaggio, rendendo i libri attraenti e facilmente fruibili. Troppo facilmente. C’è il tentativo, neppure tanto velato, di agevolare la vita del lettore in ogni modo, senza curarsi della sua crescita personale. E qui sta il nocciolo della questione: se questi libri mi danno sempre la stessa cosa, non potrò mai andare oltre. È questo la bibioterapia: oltrepassare i propri confini e scoprire cose nuove nei libri e dentro di noi.

Suggerimenti per usare la biblioterapia in autonomia

Dalla comfort zone del lettore si può uscire e con grandi risultati, anche autonomamente. Certo, non posso negare che in un percorso di biblioterapia guidato sia più facile e sollecitante, ma con un po’ di sforzo si può cominciare a toccare gli effetti di quella che viene chiamata reading bibliotherapy, ovvero quando il contatto tra il lettore e il facilitatore è ridotto ai minimi termini, anche da soli. 
Per iniziare, serve fare lo sforzo di provare a leggere libri che normalmente non si leggerebbero. Difficile? Lo è. Ma i risultati che si possono ottenere non sono non da poco. Io ho letto Harry Potter per sbaglio, solo perché cercavo una citazione (che non ho mai trovato dato che non era contenuta lì). E me ne sono innamorato, scoprendo un mondo che di “terapeutico” ha molto. Ho affrontato un momento difficile rileggendoli tutti e sette. Se non avessi cercato quella citazione, Harry non lo avrei mai conosciuto. 
Serve quindi sperimentare. Ma come? Perdete la brutta abitudine di comprare un libro solo per la copertina. Parlo per esperienza, ho peccato spesso anch’io nello stesso modo: soldi spesi e talvolta il libro non l’ho neppure finito. Le biblioteche servono a questo: andate. fate incetta e sbocconcellate qua e là. Io a volte lo faccio nelle librerie, ma arrivo a livelli tali che manca solo che chiamino la polizia per eccesso d’uso di libri non acquistati. Meglio le biblioteche. Anche i mercatini dell’usato sono più tolleranti. Parlate più che potete con colleghi lettori e smettete di leggere le recensioni, soprattutto se trovate in riviste specializzate. I libri più belli li ho incontrati grazie al passaparola. Anche i gruppi in internet dove si discute di libri possono aiutare. 
Un altro accorgimento: non trascurate le suggestioni che vi vengono da dentro. È vero che dovete provare a cambiare libri, ma le vostre preferenze riguardo un certo argomento possono aiutarvi. Se amate la storia, ad esempio, e solitamente leggete romanzi storici, provate a cambiare autore, scegliete biografie, epistolari, saggi. Rimarrete con un piede nella comfort zone, ma comincerete a provare l’ebrezza dell’ignoto.
Un ultimo consiglio: se leggete solo classici, provate a sperimentare la letteratura contemporanea, e se leggete solo letteratura contemporanea, provate a leggere i classici: in entrambi i casi esplorerete mondi nuovi che forse vi deluderanno o magari vi conquisteranno. Vale la pena rischiare.

LEGGI ANCHE I SEGRETI DI MURAKAMI

Iscriviti alla newsletter

puoi disiscriverti quando vuoi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi