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Un approccio biblioterapeutico a scuola è possibile?

Negli ultimi tempi si è discusso molto delle nuove linee guida ministeriali che suggeriscono di accantonare parzialmente opere come I Promessi Sposi a favore di testi più contemporanei. Da esperto di biblioterapia, queste considerazioni mi hanno sorpreso: il punto, a mio avviso, non è cosa leggiamo, ma come lo proponiamo.

La letteratura come dialogo senza tempo

L’approccio biblioterapeutico non vede il libro come un oggetto statico o un monumento polveroso. Al contrario, cerca di creare un ponte tra il lettore, l’opera e l’autore. La difficoltà che riscontriamo spesso nelle scuole non deriva dall’anacronismo dei testi, ma dalla modalità di offerta.

Possiamo far dialogare un canto del Purgatorio di Dante con le riflessioni di Viktor Frankl nel suo Uno psicologo nei lager? Assolutamente sì ed è quello che la prof.ssa Michela Bigaran, docente di un liceo scientifico e facilitatrice di Biblioterapia. Lo ha fatto mettendo in luce le similitudini emotive, le metafore comuni e le risposte universali ai grandi dilemmi umani, abbattiamo le barriere temporali. E i ragazzi hanno risposto in modo entusiasta.

La biografia dell’autore: un’opportunità, non un elenco

Spesso a scuola la biografia di un autore si riduce a una scaletta cronologica che annoia gli studenti e credo che non sarebbe poi diverso per noi adulti. Eppure, le vite degli scrittori sono serbatoi incredibili di esperienze umane in grado di risuonare con il vissuto dei ragazzi e come accade a noi adulti. Avete letto Morantemoravia di Anna Folli? È stato una biografia che ho letta tutta d’un fiato e ho apprezzato molto, permettendomi di capire meglio anche la scrittura degli autori, senza un minuto di noia.

In biblioterapia lavoriamo molto sulla biografia, ma lo facciamo cercando l’uomo o la donna dietro la penna. Ridurre la storia di un autore a una serie di date significa perdere l’occasione di far dire allo studente: “Questo autore mi somiglia, ha vissuto ciò che provo io”.

Scegliere di integrare, non di eliminare

La soluzione non è eliminare il passato per far spazio al presente. La sfida per noi docenti e facilitatori è farli convivere. Dobbiamo avere il coraggio di contaminare i linguaggi, affiancando testi antichi e moderni. Provate a guardare quante citazioni di Seneca trovate nei post sui social e vi sorprenderete nel scoprire che non sono i contenuti il problema, ma il modo in cui li si veicola.
Nelle biografie, credo sia necessario privilegiare l’evento rispetto alla data. È in questo modo che possiamo estrapolare il valore culturale che diventa, infine, crescita personale.
La letteratura, in fondo, è proprio questo: uno specchio che, nonostante i secoli, continua a restituirci un’immagine nitida di noi stessi.

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