Utilizzare positivamente la censura? Si può.

Utilizzare positivamente la censura? Si può.

08/06/2021 Libri e immagini 0

 

Conoscete l’American Library Association (ALA)? Non so dire se esiste un  corrispettivo italiano, ma vale la pena approfondire una funzione molto interessante che svolge da alcuni anni e non sviluppata in Italia: quella di segnalare i libri che vengono censurati. Sì, perché accade ancora. Qui trovate gli elenchi dei libri censurati (negli Stati Uniti) anno per anno dal 2001 a oggi.

Ma cosa significa censurare e chi lo verifica? Precisiamo: spesso la censura passa inosservata. In Italia fa clamore quando un politico agisce sulla biblioteca pubblica, pretendendo che un libro sia tolto dal catalogo, oppure collocato dove desidera lui (come è accaduto qui). Le biblioteche scolastiche in Italia sono poco diffuse, ma anche in questo caso può accadere, salvo che  può essere il dirigente o altre figure dirigenziali a fare queste scelte e la cosa passa sotto silenzio nella maggior parte dei casi. Nelle scuole private è pressoché impossibile svolgere tale verifica, ma è se pensiamo a quelle a indirizzo cattolico è certo che alcuni libri non saranno mai messi a disposizione. Segnalare i libri censurati permetterebbe di aprire un dibattito a cui ancora non stiamo assistendo nel nostro Paese.

Immaginate un elenco di tutti i libri in qualche modo censurati. Non esisterebbe più il problema tanto temuto per cui la censura possa essere di destra o di sinistra, rendendo l’analisi puramente politica. Si potrebbe finalmente dibattere pubblicamente sui contenuti e fare in modo che ognuno possa dare un giudizio a riguardo. Se notate, nell’elenco dell’ALA, accanto al titolo del libro è scritto il motivo della censura. Questo permette anche ai comuni cittadini di acquistare per conto proprio il libro (o prenderlo in prestito in una biblioteca più lungimirante) e giudicare da sé. Infatti, non si tratta di un Indice dei libri proibiti, ma l’esatto contrario: un elenco di letture “sconsigliate” da giudicare, per capire da che parte la società sta andando.

Ma chi svolge questo tipo di censimento? Consapevoli che dall’82% al 97% dei casi di censura non viene rilevati, l’ALA ha istituito un apposito ufficio chiamato Office for Intellectual Freedom fondato nel 1967. Una delle sue funzioni è quella di raccogliere segnalazioni e analizzare i casi portati all’attenzione dai media.

E in Italia chi svolge tale compito? Io credo nessuno, ma se avete informazioni diverse in merito, condividetele nei commenti.

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