Esiste nella città di Verona un museo sconosciuto ai più. Si tratta del MusALab Dario Fo Franca Rame, uno spazio espositivo delle opere pittoriche, sceniche, studi d’arte, locandine, marionette antiche e altro ancora. Naturalmente l’autore di tutto ciò è Dario Fo e l’archivista del materiale è Franca Rame, che possiamo dire abbia vinto insieme al marito un premio Nobel prestigioso e meritato. Anche se, dobbiamo dirlo, nel 1997 pochi compresero il valore di tale onorificenza e molti ancora oggi non lo capiscono. Eppure all’estero Dario Fo e Franca Rame sono personalità prestigiose e artisti incomparabili, ammirati e studiati, sia per il valore artistico, che per quello culturale e sociale. Avrei bisogno di uno spazio che non posso trovare qui per spiegare quanto sia importante il valore dell’arte di Dario Fo e quanti e quali studi abbia applicato per poi realizzare i suoi spettacoli, ma farlo ne varrebbe la pena. Studiandolo (qui il vecchio post di quando ho avuto l’onore di vederli in università), sono rimasto sconcertato dai pregiudizi che esistono nei suoi confronti. Ma è del museo che voglio parlarvi, che ho visitato ieri con un piccolo gruppo del corso, mio e della storica dell’arte Sabrina Baldanza, dell’Università Popolare di Sona.

Entrando, si vede subito che il museo non è di vaste dimensioni, tutt’altro. In attesa di spazi più consoni, possiamo però ammirare il Fo più artistico, nato dagli studi giovanili all’accademia di Brera che hanno influito enormemente sul Fo attore, sceneggiatore, scrittore e uomo socialmente impegnato.
Le marionette del Seicento appartenute alla famiglia Rame accolgono il visitatore, per poi introdurlo nei dipinti di Dario, sovrastati dal soffitto da manichini scenici vestiti con diversi costumi. Si apre così questo luogo che dovrebbe essere visitato dopo un minimo di conoscenza della vita e dell’arte di Fo e di Rame. Volete un consiglio di lettura? Il mondo secondo Fo di Dario Fo con Giuseppina Manin, interessante intervista che introduce velocemente alla vita incredibile di Dario e della sua splendida Franca può bastare. Se poi volete dedicarci ancora un po’ di tempo restando sempre su una lettura piacevole, potete leggere Com’è essere figlio di Dario Fo e Franca Rame di Jacopo Fo. Il libro è divertente e profondissimo allo stesso tempo. Ci sarebbero tanti altri libri da leggere. Quando ho visto la sagoma di Lucrezia Borgia, utilizzata a teatro, non ho potuto non pensare al testo La figlia del papa che, come tanti libri di Fo, è corredato dai suoi dipinti. Ma i primi due possono bastare per un primo approccio.

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Esiste anche un altro modo per apprezzare Dario Fo e Franca Rame: visitare l’archivio online (qui) che Franca ha messo in piedi, prima fisicamente e poi digitalmente, di persona. Nel MusALab i materiali esposti sono solo una minima parte. Alcune stanze non accessibili al pubblico contengono tantissimo altro materiale che sarebbe preziosissimo mettere a disposizione del pubblico e speriamo che questo accada presto. La Fondazione Fo Rame si sta impegnando in questa attività di conservazione e divulgazione non certo semplice, nella speranza che un giorno nasca un vero polo culturale dove ammirare e studiare ciò che Dario e Franca hanno realizzato, ma anche dove creare nuove forme espressive.

Il MusALab Dario Fo Franca Rame si trova in via Santa Teresa, 12 a Verona, incastonato nell’Archivio di Stato. In questo momento ci sono dei lavori di ristrutturazione, talvolta l’entrata principale non è agibile. Data l’emergenza Covid è necessario prenotare la visita. L’accesso è gratuito, chi lo desidera può essere accompagnato da una guida a pagamento.

 

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