Uso delle storie ironiche

La prima difficoltà dei Lettori Volontari è la scelta del testo. I più esperti non avranno dubbi: l’esperienza insegna quali sono i più utili. Ma come orientarsi all’inizio? Le regole da seguire sono poche e semplici: evitare argomenti legati alla malattia, alla morte, al dolore, al lutto e tutto ciò che ruota al mondo della sofferenza. Controindicati sono poi i testi che parlano di religione, politica, sesso o che incitano al razzismo e a qualsiasi forma di discriminazione. Ciò non significa che il lettore volontario debba praticare una qualche forma di censura. Semplicemente deve scegliere testi che è in grado di gestire. Ad esempio, la morte nel libro Neve di Maxence Fermine è qualcosa che appare aulico, poetico, assolutamente delicato. Può essere letto come una forma di poesia anche se è scritto in prosa senza che l’argomento crei problemi. Ma se il paziente a cui andiamo a leggere fosse un vedovo la cui moglie è venuta a mancare da poco, un libro simile potrebbe indurlo al pianto e alla disperazione all’udire la storia della morte di una donna amata. Saremmo in grado come Lettori Volontari di gestire una situazione simile? Non importa se il messaggio sottostante è positivo. La differenza sta nella conoscenza che abbiamo del paziente, che in alcuni casi può reagire in modo inaspettato.

Cosa scegliere quindi? Libri allegri, come molti di Stefano Benni o Alan Bennett. Non sarà alta letteratura, ma anche i libri comici di Luciana Litizzetto possono essere utili, e con lei, ben più letterata, alcuni di Barbara Alberti. Alcuni ben scelti di Eric-Emmanuel Schmitt possono risultare molto allegri, ma vanno individuati con attenzione perché il grande scrittore-filosofo si sposta con estrema facilità da temi ironici ad altri molto tragici. Vi sono molti libri che sono ritagli di vita comica, come Io speriamo che me la cavo di Marcello D’Orta o Le tribolazioni di una cassiera di Anna Sam, entrambi scrittori non professionisti che hanno rappresentato ironicamente uno spaccato di vita. Ma i libri utili sono molti altri. Deve permanere la consapevolezza che in alcuni casi il libro efficace con una persona può sortire un effetto contrario in un’altra. Ai nostri pazienti l’ardua sentenza.

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